Utilizzo dei cookies
Il sito utilizza cookie proprietari per le proprie funzionalità. Continuando la navigazione accetti il loro utilizzo. Ulteriori informazioni -
HOME > NEWS
NEWS
13/01/2015

L'andamento commerciale del kiwi

La campagna 2014/2015 del kiwi italiano è caratterizzata da una produzione totale di circa 464.000 tonnellate, un livello solo superiore del 4% rispetto alle scarse produzioni del 2013. A livello qualitativo l’offerta, soprattutto quella delle regioni del Nord, è risultata particolarmente concentrata sui calibri centrali.

La criticità iniziale è stata proprio questa scarsa disponibilità di calibri piccoli per i cestini,  generalmente più richiesti per i prezzi più contenuti e così fin da inizio campagna, uno degli obiettivi degli operatori è stato quello di salvaguardare i listini del piccolo, vista la scarsa disponibilità.

L’inizio campagna è stato rivolto, com’è usuale, ai paesi oltremare ma già dalle prime settimane di commercializzazione, il mercato ha risentito della forte concorrenza della Grecia che quest’anno ha raggiunto i massimi livelli produttivi.

l’Italia, nonostante l’elevata rappresentatività delle produzioni nazionali incontra puntualmente difficoltà nel confronto con la Grecia, a causa dei costi di produzione più contenuti ma l’embargo russo di quest’anno ha accentuato molto il problema. I volumi di kiwi greco che puntualmente venivano indirizzati verso il mercato russo hanno di conseguenza trovato altre destinazioni, interessando molto spesso i nostri stessi mercati di riferimento e limitando così l’interesse verso il prodotto italiano. Il differenziale di prezzo del prodotto greco, rispetto al prodotto italiano, a parità di calibro e confezione si aggirava inizialmente fino a 25-30 centesimi di euro al kg.

Al momento rimangono ancora problematici alcuni mercati tradizionali europei, come Germania, Regno Unito e paesi Scandinavi, per non parlare poi dei paesi dell’Est. Difficoltà si riscontano anche sul mercato spagnolo.

L’obiettivo degli operatori in questo momento è quello di sostenere le quotazioni, anche a scapito delle vendite consapevoli che una volta terminato il prodotto greco, il mercato del kiwi italiano potrà svolgersi su livelli più consoni alla qualità e alle quantità di prodotto disponibile.

Gli operatori proseguono dunque con le forniture prestabilite con i clienti abituali in attesa di un rallentamento da parte della concorrenza. Dopo le festività già qualche segnale di miglioramento è stato registrato, con un interesse maggiore verso il prodotto italiano.

I prezzi franco-partenza per l’estero dei calibri più rappresentativi mettono in luce livelli anche abbastanza sostenuti, ma bisogna considerare che tali quotazioni si riferiscono a vendite contenute, proprio per il motivo che si specificava in precedenza.

A metà gennaio infatti le giacenze di kiwi a livello nazionale sono stimate in circa 313.000 tonnellate, il 6% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando risultava immesso sul mercato il 34,5% del totale immagazzinato, contro il 32,5% di quest’anno. Chiaramente questo minore ritmo di vendita non deve preoccupare perché siamo comunque di fronte ad una disponibilità di prodotto contenuta e il livello di giacenza a metà gennaio è sì superiore a quello dello stesso periodo dello scorso anno, ma inferiore ai quantitativi medi presenti negli anni precedenti.

Sarà interessante verificare l’andamento del mercato del kiwi non appena diminuirà la concorrenza del prodotto greco, per valutare la possibilità di vivacizzare le vendite, valorizzando nel contempo l’offerta disponibile.