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22/12/2014

L'export italiano di kiwi

L’Italia, primo paese produttore di kiwi dell’emisfero nord, presenta anche un’elevata propensione all’esportazione di questo prodotto, che risulta essere tra i prodotti maggiormente esportati se si fa riferimento alle quote destinate all’esportazione rispetto alla produzione disponibile.

Mediamente nelle ultime 6 campagne commerciali l’Italia ha immesso sui mercati esteri un quantitativo che si è aggirato attorno alle 330-340 mila tonnellate, in relazione al livello di offerta. Questo quantitativo rappresenta una quota molto importante rispetto alla produzione, in quanto supera il 70% del totale, a riprova dell’elevata penetrazione sui mercati delle produzioni italiane.

Durante la campagna commerciale 2013/14 (ottobre-maggio), le esportazioni di kiwi italiano si sono posizionate di poco al di sotto delle 316.000 tonnellate, +1% rispetto alla precedente annata e hanno rappresentato il 77% della produzione commercializzabile italiana.

Il successo del kiwi italiano sui mercati esteri è dovuto alla capacità di penetrazione del prodotto in numerosi paesi del mondo.

Oggi il kiwi italiano arriva in quasi 100 Paesi; chiaramente la quota maggiore è destinata ai paesi dell’Unione Europea (28), ma se qualche anno questa assorbiva circa l’80% dell’export italiano, oggi la quota è scesa attorno al 65%.

È infatti cresciuta la movimentazione di prodotto indirizzata verso altre destinazioni, tra le quali Nord America, dal 6 al 10%, Estremo Oriente, dal 3 al 6%, America centrale e meridionale, dal 2 al 5%

In particolare nell’ultima campagna di commercializzazione, la quota di prodotto destinata al mercato comunitario scende nuovamente fermandosi, nel 2013/14, appena al di sopra del 65% del totale generale; alcuni importanti Paesi di sbocco tra cui spiccano il mercato tedesco, la Polonia ed il Regno Unito in quest’ultima annata hanno assorbito volumi leggermente ridotti. In controtendenza rispetto alla precedente stagione la destinazione Spagna e la Francia, in lieve aumento.

Ancora in ascesa i quantitativi destinati nel Nord America, sia negli Stati Uniti che in Canada; nel complesso la  quota sul totale è salita al 10%, con gli USA che oggi rappresentano la terza destinazione in volume.

Anche l’Estremo Oriente ha visto un’espansione notevole aumentando del 50% rispetto alla campagna 2012/13. Salgono quasi tutte le destinazioni raggiunte in quest’area ma, è soprattutto la Cina, ha dettare l’incremento salendo da meno di 4.000 a quasi 10.000 tonnellate.

Tra i Paesi sudamericani incrementano le movimentazioni verso il Brasile, anch’esso con oltre 10.000 tonnellate spedite in quest’ultima stagione.

Si confermano in decremento, come già avvenuto da qualche anno, il complesso dei Paesi europei Extra-UE che attualmente rappresentano il 5% del totale; è ancora il calo del mercato russo che ha spinto verso il basso questo areale. Più costanti le movimentazioni indirizzate verso Svizzera e Norvegia.

Volumi leggermente in riduzione in questa stagione anche nel Medio Oriente, per un minor assorbimento nei mercati degli Emirati Arabi ed in Arabia Saudita.

Buon posizionamento nei paesi del Nord-Africa, in particolare verso Egitto, ed in misura minore in Libia ed Algeria.

Sostanzialmente invariata la quota destinata in Australia.

Sul piano commerciale se non sembrano esserci  particolari problematiche sulla possibilità di collocamento del prodotto, è necessario però tenere in considerazione che il posizionamento del prezzo dipende anche da altri fattori come l’entità dell’offerta e la concorrenza esercitata da altri importanti paesi produttori.

Su quest’ultimo aspetto un ruolo di primo piano è giocato dalla Grecia, un paese che vede una produzione di entità molto inferiore rispetto a quella italiana ma che presenta una forte connotazione esportativa, a prezzi concorrenziali rispetto a quelli italiani, soprattutto per il minore costo di produzione.

La Grecia dai dati disponibili è in grado di produrre oltre 120-130.000 tonnellate di kiwi, anche se si ritiene plausibile che in realtà i quantitativi possano essere superiori a quelli indicati.

Le esportazioni di kiwi greco dalle 40.000 tonnellate dei primi anni duemila, sono in poco tempo salite a 120.000 tonnellate, destinate a diversi paesi, che peraltro mostrano recentemente una certa dinamicità.

Il 44% mediamente delle esportazioni è indirizzato ai paesi della UE(28), il 47% in Europa extra UE(28), il 4% in Medio Oriente, il 2% in Estremo Oriente, l’1% in Nord America e l’1% in Africa.

Va inoltre sottolineato che anche all’interno della UE(28) la mappa delle destinazioni è un po’ mutata: se infatti fino a qualche anno fa si trattava in prevalenza di paesi dell’est europeo, oggi è più elevata la quota destinata ai paesi dell’Europa centro-occidentale.

I dati quindi esposti lasciano ben intendere come la concorrenza con la Grecia sia più accesa su diversi mercati.

Per quanto riguarda gli altri importanti paesi produttori dell’Emisfero Nord, in genere detengono produzioni più contenute e, come nel caso della Francia, destinano produzioni sul mercato interno, pur cui la concorrenza con il prodotto italiano non è così accesa.

Volgendo lo sguardo sulla scorsa campagna di commercializzazione, questa era stata positiva sotto il piano commerciale. Il posizionamento del prezzo medio annuo, infatti con 1,22 Euro/kg, era salito del 10% rispetto alle quotazioni, peraltro già buone, della campagna antecedente; ciò ha consentito di sfiorare i 400 milioni di euro in termini complessivi di valore delle esportazioni, +11% sul 2012/13.

I prezzi medi mensili si sono posizionati su un buon livello già ad inizio campagna commerciale, ed hanno successivamente mostrato un incremento, significativo in particolare da febbraio in poi, in concomitanza della minor offerta disponibile.

Su questo buon andamento hanno influito diversi fattori oltre alla capacità commerciale degli operatori italiani. Sicuramente la minore produzione della Grecia dello scorso anno e la deficitaria offerta cilena avevano contribuito al buon esito della stagione. E’ anche vero però che, indipendentemente dalla situazione produttiva di altri paesi, come sottolineato in precedenza, l’aumento delle esportazioni verso determinati mercati come il Nord America e la Cina hanno aiutato a sostenere il mercato non solo in quelle medesime destinazioni, ma anche in quelle più tradizionali.

Fare previsioni sull’andamento commerciale è difficile e pericoloso perché molti sono i fattori che possono influenzare gli andamenti futuri, molti non prevedibili. Quest’anno la Grecia rientra nella sua normale capacità produttiva e vedremo solo in seguito su quanto si collocheranno le produzioni dell’Emisfero sud. La produzione complessiva dell’Emisfero Nord, si pone su un quantitativo assolutamente non eccedentario, in grado di essere gestito in modo abbastanza agevole. Il prodotto si presenta di buona qualità e l’avvio della campagna è stato positivo.

Per questa coltivazione sarà importante continuare sulla strada intrapresa, cioè quella di conquistare nuovi mercati, così da poter mantenere l’equilibrio fra domanda e offerta. Sono stati successi l’apertura del mercati cinese e coreano; ora si sta lavorando su Giappone, Vietnam e Messico, ma bisogna sempre mantenere alta l’attenzione.